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ARTE TIPOGRAFICA COLLETTIVA 
un metodo per relazionarsi

Pratiche dello Yajè, ha ideato il progetto “Arte Tipografica Collettiva” per le scuole primarie e secondarie, licei e istituti tecnici, associazioni e biblioteche comunali ma anche aziende che desiderano conoscere le potenzialità dei propri dipendenti impegnati in un lavoro di squadra.

Lo scopo non è solo di far conoscere l’antica tecnica dell’arte tipografica a caratteri mobili, ma soprattutto maturare e sperimentare, la didattica del lavoro di gruppo, motivata alla progettazione e realizzazione di un manifesto tipografico collettivo.

Con questo prgetto ho voluto delineare una nuova figura dell'artista, non più singolo, ma impegnato a sperimentare una proposta sociale e collettiva di fare Arte.
Chiamando tutti in causa nell'esercitare l'azione del pensare. Dove il pensiero individuale si unisce nella costruzione di un messaggio collettivo e condiviso da un gruppo.

Il confronto diretto tra più persone porta alla dinamica di scambio di idee per raggiungere una sintesi di linguaggio e espressione comunicativa diretta, ma soprattutto collettiva.

Scegliere un tema, discuterlo e cogliere la direzione più sintetica per comunicarlo con ironia, diventa il fine ultimo del progetto Arte Tipografica Collettiva.
L’esperienza che ho maturato in diverse occasioni, lavorando negli istituti scolastici, mi ha portato a constatare che il lavoro di gruppo, oggi, è alquanto difficile compierlo. Forse perché poco proposto e sostenuto, favorendo così, più le dinamiche del singolo.

L’arte per divenire collettiva ha bisogno di un immediato scambio dialogico tra i partecipanti. Un'altra osservazione che ho colto, attraverso la mia esperienza, resta la difficoltà da parte dei giovanissimi ma non solo a maturare messaggi ironici. 

L’ironia allena l’intelligenza a trovare soluzioni comunicative divertenti e allo stesso tempo profonde. Il modello di riferimento dei giovani, sia come cultura che linguaggio resta quello dei social che non è da scartare del tutto ma bisogna liberarlo con ironia dalla banalità e dalla sua continua emulazione.

Si lavora così sulla parola e sulle libere associazioni tra parole e immagini, nello specifico costituite da matrici xilografiche lignee che spesso e volentieri propongo.  Ho notato in seguito, che la tecnica tipografica, invariata per secoli dal 1450  sino agli anni 70 del secolo scorso,  porta con se dei limiti di composizione che i più moderni programmi di editing sembrano aver abbattuto. In realtà questo limite diventa parte integrante del lavoro di gruppo per trovare insieme strade alternative alla soluzione grafica finale.

Le parole in mano

L’emozione della tipografia con caratteri mobili resta quella della fisicità della parola che una volta composta, può essere tenuta in mano.

Relazione della Dott.ssa Annalisa Cerri,  Psicoanalista lacaniana e Presidente dell’Associazione Contatto Onlus - Ospedale Niguarda. Relativa al progetto “Caratteri Slegati”  Settembre/Ottobre 2018 svolto presso il CPS Comasina Milano in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.

Il progetto Caratteri Slegati è un laboratorio di tipografia che attraverso l’utilizzo dei caratteri mobili permette di “ trattare” in un modo particolare le parole, proprio perché il loro ri -assemblaggio  attraverso la scomposizione in lettere, ne fa percepire immediatamente  la loro dimensione,  innanzitutto, “materica” .
Il lavoro di confronto che il laboratorio stimola nel gruppo favorisce l’emergere di significanti, parole piene dotate di senso, che risaltano in tutto il loro valore soggettivo: infatti l’apporto dei soggetti partecipanti è sempre singolare e questa singolarità è accentuata e preservata, pur in un contesto di elaborazione collettiva di un prodotto finale.  Questo il merito dell’esperienza sotto il profilo clinico. L’arte tipografica collettiva può essere considerata infatti un dispositivo che, in contro-corrente rispetto alle attuali tendenze omologanti, riporta sulla scena il soggetto con le sue costruzioni singolari, con le sue invenzioni, anche e soprattutto quando si tratta di persone fragili e particolarmente toccate dagli effetti del linguaggio come nella psicosi.

il senso della vita